L’alitosi del cane e del gatto è un problema molto diffuso tra i nostri amici a quattro zampe.

Le cause possono essere legate a patologie sistemiche oppure a problemi periodontali.

Cause sistemiche

Nei cuccioli è frequente un odore dell’alito simile a quello dell’aglio: solitamente è legato a verminosi intestinali. Un esame delle feci ed un trattamento vermifugo appropriato possono risolvere il problema.

Nei soggetti adulti e anziani, invece, si può avere un odore più acre, che può essere legato ad aumento della concentrazione di scorie azotate nel sangue o di altri metaboliti. È l’odore che si sente in caso di diabete scompensato, cioè in corso di chetoacidosi diabetica, oppure in caso di gravi patologie renali, come l’insufficienza renale. In corso di tale disfunzione si ha un accumulo di urea nel sangue causata dall’incapacità del rene ad eliminarla. L’organismo cerca, allora, di allontanarla servendosi delle mucose: ecco che anche attraverso la cavità orale si può percepire un odore acido intenso, chiamato appunto alitosi.

Cause a carico della cavità orale

L’alitosi del cane e del gatto può essere legata a problemi primariamente della bocca: ulcere linguali e stomatiti dei gatti sono cause frequenti di questo fastidio. Ci possono essere denti cariati e devitalizzati, oppure patologie periodontali. La placca batterica e i metabolici batterici esercitano un ruolo fondamentale nello sviluppo di lesioni infiammatorie. La formazione della placca è in relazione alla razza, all’età e al tipo di nutrizione. Le razze brachicefale che hanno una dentatura irregolare sono maggiormente predisposte alla formazione della placca.

Come fattore di rischio si ha anche il tipo di alimento, in relazione alla capacità di questo di stimolare la masticazione. L’azione meccanica del cibo che viene triturato dai denti si è dimostrata efficace nella riduzione della placca. Inoltre, la consistenza della dieta influisce sulla produzione della saliva e sulla sintesi delle proteine salivari, che inibiscono la crescita dei microrganismi patogeni. La microflora orale si sviluppa in base al tipo di alimento: umido o secco.

Come prevenire l’alitosi del cane e del gatto

Si può capire come il tipo di dieta sia importante per la prevenzione del tartaro e, quindi, della placca. Una dieta secca o più consistente stimola la masticazione e influenza la produzione salivare, rallentando lo sviluppo della patologia periodontale.

L’utilizzo di spazzolini e dentifrici specifici per i nostri animali permettono una maggiore igiene, ma soprattutto stimolano la gengiva a reagire agli insulti infiammatori.

Terapia

Nei casi più gravi è necessaria una pulizia accurata del cavo orale con eventuale estrazione di denti in anestesia generale.

Conclusioni

L’alitosi del cane e del gatto non è un disagio che riguarda solo il proprietario. Non dobbiamo dunque sottovalutare i problemi dentali e periodontali dei nostri amici pelosi, poiché dai focolai batterici qui localizzati possono partire cariche infettive che vanno a danneggiare altri organi, in primis le valvole cardiache ed i reni.